Interrogare serve –> Arriva la Fibra a Misano!

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Premetto che, poco dopo il mio ingresso nel consiglio comunale, ormai due anni fa, ho confrontato spesso il nostro programma con quello dell’attuale amministrazione e,  uno dei punti in comune, era proprio quello del cablaggio della città con tecnlogie in fibra ottica per aggiornare le cosidette “infrastrutture digitali”. Per questo motivo ho  richiesto, attraverso diverse interrogazioni,  la possibilità di sedersi ad un tavolo con gli operatori e iniziare a definire le zone della città da cablare. Nell’interrogazione più significativa presentata lo scorso anno, ho inserito anche 3 testimonianze (raccolte da cittadini di 3 frazioni diverse) con le misurazioni di banda disponibile in Upload e Download. I risultati, soprattutto nelle frazioni dell’entroterra, sono veramente deludenti, ricordano l’arrivo delle prime linee ADSL (1 o 2 mbit scarsi a misano monte, quando va bene).

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Misano SlotFreeER

Lodevole iniziativa quella di combattere il gioco d’azzardo, ma il lavoro che va fatto a Misano non si può fermare ad un semplice adesivo da porre sul vetro del proprio locale. L’iniziativa SlotFreeER della regione emilia romagna, mi vede personalmente favorevole. Come m5s a Misano Adriatico abbiamo organizzato, ormai quasi 2 anni fa, una serata a tema Ludopatia, con il Gap e i referenti di Libera Rimini, per sensibilizzare tutta la cittadinanza su un tema così delicato. Mi piacerebbe però trovare delle soluzioni concrete.

Diciamoci la verità, visto che la città la viviamo tutti i giorni, allo stato stato attuale ci sono 2/3 i locali senza slot machines su una 15 bar distribuiti sul nostro territorio. Alcuni hanno delle apposite sale destinate alle slot. Inoltre è presente una sala scomesse Slot/Video Lottery molto grande ed in bella vista (via nazionale, zona conad).

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Caffè scommesse Misano
Se pensiamo ai gestori dei bar, non è facile guadagnare semplicemente vendendo caffè e brioches. Le slot comunque, fino ad oggi, hanno garantito delle entrate.

Mi chiedo quindi (nel rispetto della legge regionale n.5 del 4/07/2013 consultabile cliccando qui):

  • Come possiamo contrastare in maniera efficace il problema della ludopatia?
  • Basta una semplice adesivo senza alcun incentivo per il gestore del bar/chioschista che elimina la sua slot?
  • A parte la pubblicità sui social network, quali iniziative si intendono prendere sulla prevenzione di questo fenomeno?
  • In altri comuni (vedi Cesena ) sono state abbassate le tasse in cambio all’eliminazione delle slot. Perché non applicare lo stesso metodo anche da noi?

La ludopatia è una malattia, bisogna prima di tutto informare la cittadinanza su un tema così delicato con serate a tema, percorso didattico nelle scuole e altre attività come previsto dalla legge regionale.

Io personalmente sono d’accordo con l’iniziativa, però bisognerebbe incentivare le attività che toglieranno le slot machines dai loro locali, anche perché dovranno sostituire una fonte d’entrata che non ci sarà più.

Luca Gentilini capogruppo M5S Misano Adriatico

Aggiornamento: si ringrazia il carlino e la voce per la pubblicazione 07/04/2016

   
  

A Misano nulla di nuovo

L’amministrazione di Misano ha dimostrato, ancora una volta, di quale pasta é fatta: pasta di calce e cemento. Nulla in contrario ai nobili leganti che da sempre son pane e sviluppo per il nostro territorio. Scorrendo infatti le numerose delibere approvate nell’ultimo consiglio comunale ci si può rendere conto di come questa amministrazione viva semplicemente di presente. Nessuno sforzo viene profuso per piani di crescita e sviluppo di ampio respiro, solo gestione dell’ordinarietà. In una seduta dal tono vagamente soporifero come quella di giovedì 3 marzo, in realtà come tutte le altre in passato, questa giunta ha sciorinato copiosa ordini del giorno variegati come caramelline mille gusti. Si spazia così da tematiche di primaria importanza, come la Protezione Civile, in materia della quale peraltro non si è visto nulla di più se non la dichiarazione di voler organizzarsi a tal fine, ma nei fatti niente di dettagliato ed operativamente valido (per esempio non si è ancora visto il cosiddetto Piano di Protezione Civile), al Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, di cui l’unica cosa sostenibile è che questo comune non farà nulla per migliorare lo sfruttamento delle energie rinnovabili perché ci penserà Hera (La holding degli inceneritori …sic.), senza naturalmente farsi mancare qualche delibera “ad hoc”  spacciata per pubblico interesse.

Naturalmente i “soliti gufi” (leggasi maldicenti e oltremodo malfidenti “grillini”) hanno provato a far notare che il ricorso all’uso di strumenti straordinari come il permesso di costruire in deroga deve essere riservato ai soli casi di edilizia pubblica o privata di interesse pubblico e che negli eccezionali casi in cui vi si facesse ricorso occorrerebbe che l’opera autorizzata comportasse quantomeno un reale ed oggettivo vantaggio per la collettività. La verità è che questa amministrazione preferisce “elargire” deroghe urbanistiche e lotti di patrimonio pubblico, invece di predisporre per la città un nuovo ed aggiornato piano urbanistico, peraltro richiesto dalla legge. Tali mancate scelte comportano comunque un costo per la collettività in termini di assenza di equità e perequazione, mancanza di scelte in termini strutturali e di crescita collettiva, innovazione tecnologica, riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile. Ecco perché questa amministrazione “costa” ai cittadini di Misano Adriatico, ed ogni giorno che passa senza che vi sia il minimo interesse collettivo nella sua azione è un giorno perso per la crescita e lo sviluppo di una cittadina che non avrebbe nulla da invidiare alle vicine Cattolica o Riccione. La verità? La verità è che, ad esempio, Riccione ha appena terminato il piano di cablaggio in fibra ottica per la Banda ultralarga FTTC (Fiber to the cabinet), mentre a Misano non abbiamo ancora iniziato… Non sarà magari per via della famigerata tecnologia Wimax con cui ultimamente molti misanesi stanno purtroppo facendo i conti?

Ma ahinoi gli stessi gufi sostengono che contrariamente occorrerebbero politiche maggiormente ispirate all’interesse pubblico dei Cittadini. Vediamo ora invece le azioni di questa giunta cosa contemplano: svendita del patrimonio immobiliare pubblico destinato all’edilizia residenziale pubblica (che importa se il nostro comune è fanalino di coda a livello provinciale per numero di alloggi popolari), operato con una serie di delibere ed errori, corretti con altre delibere in cui gli errori precedenti vengono chiamati con innocenza “equivoci”. Ma dove si è vista mai un’amministrazione che per vendere lotti pubblici per pure esigenze di cassa commette mille errori tecnici e formali tali da far arrossire qualunque addetto ai lavori? Il bello è che sono tutti atti pubblici e deliberati. Abbiamo evidenziato anomalie e possibili irregolarità ma “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” e si trincera dietro ad una sua libera interpretazione della cosa pubblica.

Insomma… che dire… Complimenti, a Misano Adriatico nulla di nuovo!

Si ringrazia il carlino per la pubblicazione (08/03/2016)

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La nuova Antenna non sarà un Belvedere…

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Antenna di fronte allo stadio di santamonica

Ci risiamo, si torna a parlare di antenne… Giovedì scorso (26/11/2015) durante il consiglio comunale è stato deliberato un contratto per l’installazione di un antenna alta 18mt. presso località belvedere a Misano Adriatico.
L’antenna sarà installata a poche decine di metri in linea d’aria dagli orti comunali, dal centro del Bianco e dagli abitanti di belvedere (via de Pisis, Modigliani, Carosati e Ottone Rosai) abitazioni che stanno entro il raggio di 200mt.
Noi come opposizione non siamo contrari allo sviluppo delle tecnologie, ma come sempre basta usare il buonsenso. Come è possibile che venga richiesta l’installazione di un antenna con un contratto come quello allegato alla delibera n. 213 discussa e approvata giovedì sera?

Non viene rispettato innanzitutto il regolamento comunale varato diversi anni fa dalla precedente amministrazione (Magnani) per la tutela a livello comunale del territorio da inquinamento elettromagnetico, in secondo luogo si va contro il regolamento regionale (delibera di giunta Regionale del 21/07/2008, n. 1138), quest’ultimo prevede, al capitolo 3, tutta una serie di documenti tecnici che vanno presentati prima dell’autorizzazione. A noi risultano esser stati presentati un contratto, uno schema in scala 1/200 e mappa della zona di installazione (senza informazioni tecniche su raggio d’azione, potenze ecc.ecc.).

Ad oggi chi degli abitanti del Belvedere sa qualcosa di questa antenna? Prima di accettare un contratto del genere che prevede 7.500€ annui nelle casse comunali, deve esser fatta ampia pubblicità ed è necessario un dialogo con i cittadini.  Durante l’ultima riunione della giunta con il comitato di Belvedere si è parlato unicamente della questione rotatoria e dei terreni venduti in asta e non dell’antenna.
Un antenna da 18 metri installata lungo la strada oltre ad emanare campi elettromagnetici è anche molto brutta da vedere. E non crediamo ci sia tutta
questa richiesta da parte dei residenti, basta andar sul posto con un telefonino per provare.

Era proprio necessario autorizzare quest’antenna? Ce ne sono almeno altre 2 nelle vicinanze, in zona autodromo santamonica, oltretutto dello stesso gestore.
La risposta data in consiglio ci ha lasciato molto perplessi. Porteremo le firme in comune e ci muoveremo per evitare che questo scempio avvenga, anche se ormai il via libera del consiglio c’è nonostante le nostre segnalazioni ed il
voto contrario.

 Il gruppo consigliare M5S Misano Adriatico
Luca Gentilini,
Fabio Gennari,
Matteo Piccioni,
Francesca Gennari.
Update: Ringraziamo il carlino e la voce per la pubblicazione sui quotidiani di oggi 03/12/2015
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ACQUA PUBBLICA – Comunicato stampa

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Di seguito il ns. comunicato sul tema “Acqua Pubblica” per fare chiarezza e spiegare come sono andate le cose.

Demagogia  : termine di origine greca che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore. Questo per il Sindaco Giannini nonché responsabile Atersir per Rimini, secondo quanto riportato dai giornali, è ciò che fanno i sindaci di destra, i comitati di “acqua bene comune” e tutti coloro che vogliono dare peso al 95,35% di elettori che hanno votato per la ripubblicizzazione dell’acqua. La forza politica di opposizione del M5S di tutta la provincia di Rimini ha espresso in tutti i consigli comunali sul tema la volontà di mantenere la parola sul referendum del 2011 sollecitando le amministrazioni nella richiesta di uno studio di fattibilità che valuti la possibilità di una gestione in-house del Servizio Idrico Integrato.

Come sempre si lascia passare il tempo inermi senza impegnarsi nel dare una risposta sensata alle scelte fatte. Lo studio di fattibilità portato da Atersir nel consiglio d’ambito non è un vero e proprio piano economico finanziario ma punta unicamente a mettere in risalto che la somma che i comuni dovrebbero versare ad Hera per rifarsi degli investimenti fatti finora dalla multi utility è oltremodo inaffrontabile per qualsiasi amministrazione ad oggi. Nessuno si è adoperato per trovare soluzioni o forme di finanziamento agevolato, provvedimenti regionali, coinvolgimento della cassa depositi e prestiti, niente di niente! E tutto questo perché è più semplice dire che una cosa non si può fare piuttosto che impegnarsi per dare seguito a ciò che il PD stesso aveva sostenuto nel 2011, in quel 95,35%, ma che ora, per qualcuno, non ha più lo stesso valore. Perché stare a guardare inermi e arrivare sempre alla scadenza di un periodo lungo 3 anni (siamo in regime di proroga del contratto Hera dal 2012)?

Perché aspettare al varco che i piani finanziari e strutturali vengano fatti da singoli comuni pro in-house invece di appoggiare le richieste fatte nei vari consigli comunali di una maggiore chiarezza, come dovrebbe fare ATERSIR, unica diretta responsabile del settore? Se chi voleva un approfondimento soffre di demagogia, allora chi prende le decisioni senza averci creduto minimamente è quantomeno superficiale e incoerente. La decisione dell’ultimo consiglio d’ambito porterà alla gara europea, dove sicuramente il vantaggio di chi già gestisce il servizio si conta in 113 milioni di euro di investimenti già sostenuti e che invece le probabili concorrenti dovrebbero sborsare.

Tutto in regola, ma l’amaro in bocca rimane per un’occasione mancata dove si poteva dare seguito alla volontà dei cittadini ma questo poteva avvenire solo se chi è alla guida dei comuni (per la maggior parte del PD) ci avesse creduto davvero.

Gruppo consigliare M5S Misano Adriatico